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Il Talento e i Blocchi Interiori: perché reprimiamo la nostra energia creativa

Il talento può manifestarsi in vari campi, come ad esempio nelle arti, nello sport, nella musica, nelle scienze, nel business o in altre aree della vita. Facendo una semplice ricerca del significato della parola, si trovano molteplici definizioni.

Nell’antichità il talento era un’unità di peso e misura monetaria: in oro equivaleva al peso di una persona; in argento rappresentava il costo mensile di tre file di rematori nelle navi da guerra in Grecia antica (26 kg). Per i Romani era pari a 33 kg, per i Sumeri e i Babilonesi 36 kg. Il valore non era univoco, ma dipendeva dalla disponibilità dei metalli preziosi, dalle pratiche commerciali e dal contesto storico e geografico.

Oggi il talento viene definito come:

  • capacità innata o acquisita di eccellere in una particolare area o attività;
  • energia creativa che vive in ciascuno di noi e che, lasciata libera, conduce alla piena e spontanea realizzazione.

La parabola dei talenti, narrata nel Vangelo di Matteo (25, 14-30), rappresenta una metafora potente. Un padrone, prima di partire, affida ai suoi servi somme di denaro chiamate “talenti”, secondo le loro capacità. I primi due servi investono e raddoppiano quanto ricevuto; il terzo, per paura, lo seppellisce e lo restituisce intatto. Viene definito “servo malvagio e pigro”.

Il significato è chiaro: ognuno di noi riceve capacità, risorse e opportunità. Il dovere è metterle in opera. Il pericolo è l’inazione generata dalla paura.

Perché blocchiamo la nostra energia creativa

Un ambiente sfavorevole, poco stimolante o ostile può bloccare il talento. La mancanza di sostegno familiare incide profondamente sullo sviluppo personale.

La mente registra esperienze emotive intense e associa emozioni a eventi specifici. Le frasi ricorrenti ascoltate nell’infanzia — “perdi solo tempo”, “guarda tuo fratello”, “sei stupido”, “fai brutta figura” — diventano ordini interiorizzati. Diventano una guida inconscia che determina ciò che è giusto o sbagliato, come decidere, come reagire.

Questo sistema nasce per proteggerci dal mondo, per dimostrare che siamo “buoni”. Ma lo scudo creato per coprire dolore, rabbia e tristezza alimenta un circolo vizioso di paura che annulla la responsabilità verso i nostri pensieri e comportamenti.

Fin da bambini, per evitare la sofferenza, assecondiamo richieste o cerchiamo compensazioni in dipendenze (cibo, fumo, alcool, droga) o in altri comportamenti disfunzionali. In altri casi proiettiamo verso l’esterno le cause dei nostri problemi.

Col tempo questo meccanismo diventa un’abitudine. Riviviamo continuamente esperienze negative che investono la sfera fisica, emotiva e mentale, interrompendo anche quelle positive.

Il muro che costruiamo tra noi e le nostre ferite ci disconnette dal centro profondo della creatività.

Ogni sofferenza repressa blocca il flusso energetico. La parte della psiche coinvolta resta congelata finché non viene liberata attraverso un’immersione di energia sufficiente a sciogliere il blocco. Questi blocchi psico-temporali sono resistenti e si reiterano in nuove esperienze analoghe, creando associazioni inconsce.

I principali conflitti interiori

I blocchi psicologici assumono diverse forme:

  • Perfezionismo: conflitto tra modelli elevati e vita quotidiana, con senso di colpa ed eccesso di controllo.
  • Libertà: conflitto tra piacere e stato reale di privazione.
  • Talenti: conflitto tra espressione e paura del giudizio o dell’invidia.
  • Sociale: energia spontanea frenata da delusioni e sfruttamento.
  • Sessuale: conflitto tra piacere e paura, specialmente in caso di abusi precoci.

Nel costruire la realtà utilizziamo schemi acquisiti in ambito familiare e sociale. Tali schemi fanno rivivere i traumi originari e diventano una prigione interiore.

Tra i principali blocchi psicologici troviamo:

  • conflitto spirituale legato alla ricerca di senso;
  • mancanza di autostima;
  • depressione cronica.

Da queste condizioni derivano mancanza di fiducia, paura del giudizio, paura del fallimento, pigrizia, scarsa concentrazione.

Il talento non è assente, ma semplicemente congelato.

Edelweiss Liuzzi
Master Reiki
Diplomanda Accademia Quantica Roma
come Operatrice del Benessere Integrato

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